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Tutto su Cialde, miscele e buon caffè da bere

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tutto caffè, miscele

La tecnologia ci ha allontana sempre più dalla tradizione ed il solito caffè della caffettiera diventa sempre meno popolare, tutto a favore delle cialde, le famose capsule ripiene di caffè.

A parte le cialde, che menzioneremo ogni tanto in questo articolo, cerchiamo di dare un’ampia panoramica su tutti gli aspetti che riguardano: i tipi di caffè, le sue varie miscele e preparazioni.

Il sommario dell’articolo:


Scegliere macchine caffè
Per ulteriori approfondimenti puoi visionare l’articolo: Come scegliere una macchina da caffè?

 


Leggendo l’etichetta si può capire la varietà di caffè

Se c’è scritto “Caffè torrefatto e macinato” vuol dire che è composta da una sola varietà, solitamente caffè arabica di qualità tale da poter essere proposto in purezza.

Se invece leggiamo “Miscela di caffè torrefatto e macinato” si tratta certamente di una miscela di arabica e robusta, in proporzione nota però solo al produttore.

Caffè con Miscela Arabica e Robusta

caffè arabica robusta

I caffè 100% Arabica spesso sono anche evidenziati in etichetta con claim specifici, perché l’Arabica è la varietà più pregiata: è più aromatica e contiene meno caffeina (circa la metà) del caffè Robusta.

Tra i caffè Arabica più pregiati rientrano quelli del Centro America, dell’Etiopia e quelli coltivati in alta quota, perché sono più ricchi di aromi. In genere gli Arabica di qualità sono detti “lavati” perché privati, tramite lavaggio abrasivo in acqua, della parte morbida che avvolge i chicchi, in modo che l’essiccazione dei chicchi avvenga rapidamente, senza rischio di formazione di muffe.

È bene però sapere che esistono caffè Robusta pregiati che vengono usati soprattutto nelle miscele per espresso di alta qualità perché il rinomato espresso italiano si ottiene dalla sapiente miscela di diversi caffè.

In conclusione, tranne nei rari casi in cui il produttore dichiara in etichetta l’origine e le caratteristiche sensoriali del caffè, bisogna arrivare alla degustazione per valutarne l’effettiva qualità.

Usare la caffettiera o l’Espresso?

caffettiera o espresso

Quando prepariamo un caffè con la caffettiera avvertiamo il buon profumo che pervade l’aria e che già ci preannuncia la qualità che troveremo bevendo dalla tazzina. Se vogliamo seguire la tecnologia esistono anche delle ottime caffettiere elettriche.

Quando il caffè viene preparato con la macchina da caffè per l’espresso invece non abbiamo il profumo come indicatore, ma osservando la crema capiremo se il caffè è stato estratto in maniera ottimale, il grado di tostatura e la presenza di Robusta.

Se l’estrazione è ottimale la tazzina di caffè si ottiene in 25- 30 secondi; se è più veloce il caffè risulterà sotto-estratto (assomiglierà al caffè della moka) mentre se è più lunga risulterà sovra- estratto, con un gusto eccessivamente intenso, quasi bruciato.

Esistono sul mercato naturalmente macchine espresso che permettono l’inserimento di specifiche cialde ma chiaramente anche macchine dove è possibile inserire la polvere di caffè.

La tostatura del caffè

tostatura del caffè

Il caffè è stato sottoposto a tostatura tanto più forte quanto più scuro è il colore della crema: una tostatura troppo forte fa perdere aromaticità anche a un caffè aromatico.

Ogni caffè ha bisogno di una propria curva di tostatura, perché solo una tostatura lenta e specifica permette al caffè di esprimere al meglio la sua qualità. Il caffè Robusta produce tanta crema anche se l’estrazione non è a regola d’arte, e per questo motivo nelle macchine da caffè automatiche si prediligono miscele ad alto contenuto di Robusta. Una crema ricca ma non troppo, persistente, di colore non troppo scuro con striature di colore diverso, definita “tigrata”, è preludio della degustazione di un buon caffè.

Di solito la tostatura del caffè presente nelle cialde è del tutto più veloce rispetto alle miscele di qualità, motivo dovuto alla grande distribuzioni di questi prodotti commerciali.

Caffè Dolce o amaro?

caffè dolce amaro

Lo zucchero aggiunto al caffè rende gradevole anche un caffè che bevuto amaro non lo sarebbe, quindi si consiglia di assaggiare il caffè anche amaro. In bocca se ne apprezzano il corpo, l’acidità e l’amaro.

Le sensazioni olfattive retronasali ci svelano la vera qualità del caffè, perché ci permettono di cogliere eventuali difetti come ammuffito, legnoso, bruciato, astringente, riato (fenico), terroso, ma anche il mix di aromi che rendono pregiato il caffè, come quelli di cacao, di frutti, di spezie, ecc.

Espresso italiano

espresso italiano

L’espresso italiano non è lo stesso caffè dappertutto. Chi viaggia avrà notato che tra Nord a Sud Italia il gusto del caffè cambia, come pure la crema che nel Mezzogiorno diventa sempre più scura e più abbondante (indice di una tostatura più forte e di una maggior percentuale di Robusta).

Anche chi non è esperto può percepire una leggera nota legnosa, che diventa quasi una caratteristica del caffè al sud, e la maggior astringenza, che può spiegare perché a volte viene servito insieme a un bicchiere d’acqua. Inoltre chi è più sensibile potrà sentire la maggior “carica” data dal più alto contenuto di caffeina apportato dalla Robusta.

Il caffè Decaffeinato

decaffeinato

Per chi ama il caffè ma non tollera gli effetti della caffeina (si consiglia comunque di non consumare più di 3 caffè al giorno), è disponibile il caffè decaffeinato.

Si tratta di caffè trattato prima della torrefazione con acqua, o con esano (non consentito nei prodotti biologici) o con anidride carbonica supercritica, in modo che la caffeina residua sia inferiore a 10 mg/100 g di caffè, rispetto agli oltre 200 mg/100 g contenuti nel caffè Robusta naturale.

La tecnica della decaffeinizzazione con anidride carbonica è la più moderna e selettiva: non altera il gusto del caffè, ma comporta l’attenuazione del naturale gusto amaro della caffeina.

Anche in questo caso è possibile trovare cialde di caffè del tutto decaffeinato.

La Conservazione del caffè

 

conservazione del caffè

Il caffè tostato deve essere protetto dall’umidità e dalla luce per conservare al meglio gli aromi, per questo motivo si usano confezioni ad alta barriera come film non riciclabili contenenti un sottile strato di alluminio. L’uso di lattine di metallo riciclabile o di film plastici senza alluminio riduce l’impatto ambientale.

La recente diffusione del caffè preparato tutto in cialde o capsule monodose facilita la preparazione di un buon espresso, ma l’impatto ambientale è ancora maggiore, in quanto gran parte dei materiali non è riciclabile. Dopo l’apertura è preferibile travasare il caffè in un barattolo o una lattina e conservarlo ben chiuso in frigo se non sarà consumato entro breve tempo.

Il caffè verde

caffè verde

Fino a poco tempo fa il caffè era consumato esclusivamente dopo la torrefazione. Adesso nuove mode alimentari stanno promuovendo il consumo del caffè verde non tostato, che contiene caffeina, ma ha un profilo aromatico completamente diverso, più verde e meno intenso. Sul mercato facendo una buona ricerca si possono trovare anche cialde di caffè verde.

Conclusioni generali

Un buon caffè è il frutto di un forte impegno che inizia dalla:

  • Coltivazione biologica di piante di pregiate varietà in ambienti vocati.
  • Deve essere raccolto ed essiccato in modo appropriato, selezionato
  • miscelato e torrefatto così da esaltare la creazione di quegli aromi che ogni caffè può esprimere.
  • Inoltre bisogna scegliere la macinatura giusta per il tipo di estrazione (moka o espresso), esistono anche macina caffè casalinghi.
  • per la preparazione, apparecchiature di buona qualità, tenute sempre in buone condizioni di manutenzione e pulizia. è possibile trovare online anche semplici ricambi per caffettiere.

Il rispetto di tutte queste attenzioni si potrà percepire inequivocabilmente se dopo aver bevuto il nostro caffè persisterà in bocca una piacevole sensazione, data dalla sinfonia di gradevoli aromi che pervadono i nostri sensi.

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