Home Natale Da dove nasce la tradizione dell’albero di natale? La magia del Natale

Da dove nasce la tradizione dell’albero di natale? La magia del Natale

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nascita albero

Adornano tutte le case durante le festività natalizie dall’8 dicembre al 6 gennaio. Sono colorati e illuminati gli alberi di natale sono il simbolo per eccellenza del Natale insieme al presepe.

La loro nascita si deve ai popoli d’oltralpe, soprattutto quelli di lingua tedesca, che hanno sempre avuto un culto speciale per l’albero, nello specifico il Tannenbaum ovvero l’abete.

Il culto dell’albero natalizio

L’albero di natale non è un’invenzione solo ed esclusivamente cristiana. Gli usi dell’albero adornato sono molto antichi e si possono riscontrare in moltissime popolazioni e religioni soprattutto come simbolo della vita.

Particolarmente presso i popoli nordici l’usanza di addobbare gli alberi, nello specifico gli abeti perché rimanevano sempre verdi anche nei periodi più rigidi dell’anno, era legata alle festività del solstizio d’inverno. In questa occasione si festeggiava la rinascita del sole (infatti le giornate cominciano ad allungarsi prevedendo il ritorno della primavera).

Quindi era usanza, ad esempio presso i Celti ed i Vichinghi, di portare dei rami di abete, che è sempreverde, all’interno delle case e decorarli con frutti per augurarsi una prospera primavera.

Inoltre un’altra usanza, che è giunta fino a noi, era quella di ardere degli alberi come rito di buon augurio per illuminare il buio invernale che dal solstizio d’inverno poi regrediva. Sicuramente da questi cerimoniali derivano i falò che si fanno durante il periodo natalizio.

L’albero di natale nel cristianesimo

Durante il Medioevo inizia a diffondersi il cristianesimo che prende in prestito dai riti pagani moltissimi dei suoi culti.
L’albero natalizio simboleggia:

  • la vita;
  • Cristo;
  • il perdono;
  • la rinascita.

Nella Bibbia l’albero in qualità di emblema è presente svariate volte con molteplici significati come ad esempio l’Albero della vita. Un antecedente dell’albero di natale si riscontra in Germania nei “Adam und Eva Spiele” ovvero delle vere e proprie rappresentazioni che venivano effettuate, durante la vigilia, di solito sul sagrato delle chiese.

Al centro di questi misteri vi è l’Albero del frutto del peccato. Quest’ultimo da emblema della caduta dell’umanità nel peccato diviene il simbolo del perdono.

Inizialmente venivano usati alberi da frutto poi sostituiti con gli abeti per la loro magia di essere sempre verdi.
La contrapposizione di Adamo ed Eva che cedono al peccato davanti all’albero del giardino dell’eden e vengono perdonati di fronte all’albero della vita grazie alla nascita di Cristo è l’idea di uso dell’albero di Natale cristiano.

Inoltre addobbare l’albero di natale è la celebrazione del legno della Croce attraverso la quale Gesù ha redento il mondo dal peccato.

Prima del ‘900 però i cristiani consideravano l’albero di natale di uso prettamente protestante, ma poi dopo il congresso di Vienna si diffuse sempre di più in ambiente cattolico. Grazie a papa Giovanni Paolo II ogni hanno viene eretto in piazza San Pietro a Roma un albero natalizio gigante.

Origini dell’albero di Natale

L’albero di natale nasce nei paesi nordici e sono 4 le città che se ne contendono i natali:

  • Tallin;
  • Brema;
  • Riga;
  • Strasburgo.

Il primo albero sembra sia stato fatto a Tallin nel 1441, un abete enorme eretto nella piazza del municipio intorno al quale i giovani ballavano in cerca dell’anima gemella. Vi sono poi due cronache una del 1570 di Brema che racconta come venne addobbato un albero; l’altra del 1605 di Strasburgo che spiega che i cittadini si portavano gli alberi all’interno delle case per addobbarli.
Nella città di Riga, invece, una targa del 1510 scritta in otto lingue decreta che il primo albero di capodanno è stato adornato nella città.

Dopo il Congresso di Vienna l’albero di natale come lo conosciamo oggi dai paesi nordici ebbe un’enorme diffusione in tutta Europa e comparve:

  • a Vienna nel 1816 grazie alla principessa Henrietta von Nassau-Weilburg;
  • in Francia nel 1840 per opera dalla duchessa di Orléans;
  • in Italia il primo albero addobbato fu fatto da Margherita di Savonia, a metà dell’Ottocento, al Quirinale;
  • in Inghilterra grazie al marito della regina Vittoria: Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha .

Infine lo scrittore tedesco Johann Wolfgang Goethe è stato il primo a inserire nel suo testo più famoso I dolori del giovane Werther una dettagliata descrizione dell’albero di natale facendolo entrare di diritto anche nella grande letteratura.

Dal secondo dopoguerra l’uso di addobbare l’abete a natale è diventato prettamente consumistico e si è diffuso in tutta Europa e in nord America.

L’evoluzione degli addobbi

Le festività natalizie sono andate con il tempo perdendo la loro autenticità e le più disparate tradizioni per cedere il passo ad un consumismo sempre più dilagante.

C’è da sottolineare però che l’albero natalizio invece di perdersi, come molte altre tradizioni, ha avuto uno sviluppo sempre maggiore con anche un occhio maggiore alla salvaguardia dei boschi, sempre più persone scelgono alternative ecologiche come gli alberi di natale artificiali.

Infatti dall’uso degli abeti veri si predilige sempre di più quello di abeti sintetici per evitare eccessivi disboscamenti, le antiche luci fatte con le candele sono state sostituite da luci a led più sicure e luminose. Ma l’evoluzione maggiore è stata negli addobbi. Infatti se anticamente si usavano frutti e grano, piano piano si è passati ai nastri colorati, le ghirlande, addobbi in legno fino ad arrivare agli addobbi in vetro soffiato. Delicati ma molto colorati e luminosi sono diventati nel tempo l’ornamento tipico dell’albero di natale e sono dei veri e propri piccoli capolavori che vedono i maggiori produttori ancora attivi nell’est Europa.

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